Pillole di storia del Buddismo Zen

 

Cos’è il Buddhismo Zen?

Contrariamente a una comune percezione, il Buddhismo Zen non è primariamente una religione basata sul culto di idoli. Si tratta piuttosto di una pratica quotidiana, un modo di vivere che affonda le sue radici nell’antica cultura indiana e nell’esperienza del Buddha Shakyamuni nel VI secolo a.C.

Le Origini Indiane: Dhyana

L’esperienza del Buddha Shakyamuni, che realizzò il risveglio nella postura Dhyana (termine sanscrito che significa “visione” e indica le fasi avanzate della meditazione fino all’unione con il divino), diede inizio a una tradizione millenaria trasmessa da maestro a discepolo. Questa trasmissione costituisce la base di ciò che oggi conosciamo come Zen.

La Diffusione in Cina: Ch’an

Secoli dopo, nel V secolo d.C., il monaco Bodhidharma portò questo insegnamento in Cina, dove il termine sanscrito Dhyana si trasformò in Ch’an. In Cina, il Ch’an trovò terreno fertile, diffondendosi ampiamente e sviluppando caratteristiche originali e una maggiore purezza.

L’Arrivo in Giappone: Zen

Nel XIII secolo, il monaco giapponese Dogen introdusse in Giappone ciò che fino ad allora era conosciuto come Ch’an, che iniziò ad essere chiamato Zen.

Le Differenze tra Dhyana, Ch’an e Zen

Pur condividendo la stessa disciplina di base, Dhyana, Ch’an e Zen presentano approcci diversi:

  • Dhyana (India) e Ch’an (Cina): enfatizzavano l’astrazione totale, la fuga dal mondo, la rinuncia alla vita sociale e il rifugio nell’interiorità attraverso la meditazione per raggiungere la “buddhità”.
  • Zen (Giappone): si distingue per l’applicazione pratica di questa saggezza nella vita quotidiana, promuovendo il “buon sentimento”, il “comportamento corretto” e il “sentire corretto”. Lo Zen giapponese invitava all’integrazione della pratica spirituale nella società.

L’Influenza dello Zen sulla Cultura Giapponese

Lo Zen si integrò profondamente nella cultura giapponese, influenzando:

  • Lo stile di vita: come l’onore dei Samurai (che adottarono lo Zen come loro religione), la gentilezza nei rapporti sociali e usanze come la Cerimonia del Tè.
  • L’architettura: con la costruzione di templi, monasteri e abitazioni ispirati ai principi Zen.
  • Le arti: come la poesia, la pittura, la calligrafia, la scultura e le arti marziali.
  • I costumi e le credenze: con la ricerca della perfezione in ogni cosa, l’armonia e il legame tra uomo e natura.

Lo Zen in Occidente

Fino al XX secolo, in Europa, lo Zen era conosciuto principalmente attraverso studi e libri. Grazie al maestro giapponese Taisen Deshimaru, la pratica dello Zen arrivò in Francia, aprendo la strada all’interesse e alla pratica in Occidente. Successivamente, scienziati, artisti e terapeuti di diversi paesi europei si avvicinarono a questa corrente di pensiero.

In sintesi: il Buddhismo Zen è un percorso di consapevolezza e di pratica interiore che, pur avendo radici antiche, si è evoluto e adattato ai diversi contesti culturali, mantenendo sempre al centro l’esperienza diretta e l’applicazione pratica nella vita di tutti i giorni.

Fonte: sakuramagazine.com

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